IL FU MATTIA PDL

Commento, non commento. Commento, non commento. Commento, non commento. Commento.

Ancora tutta commossa e scossa dalle presidenziali francesi di commentare questo carnaciale amministrativo proprio non mi andava. Ma poi, sentendo castronerie a destra e a manca, ho pensato che il dovere di dire castronerie è l’unico imposto agli Italiani e pertanto, mi accingo a compierlo. Il nostro Amor Perduto, elegante, perfino bello – lui che bello non è stato mai (ma non diteglielo) -, si è prodotto tra uno squillo di fanfara ed una tartina al caviale alla festa di Putin nella seguente dichiarazione: “Sostegno a Monti, ma non ci costringa a votare misure non condivise”. Come se finora, il FumattiaPdl avesse fatto altro. Nel fiume di vodka, che tristo presagio fu per Sarko impallinato all’esordio da una aranciata corretta, non si è accorto che il Pdl è finito nel bosone di Higgs. Ma non perché abbia perso alle amministrative, quello è normale. Le amministrative noi le abbiamo sempre perdute: possiamo dire con orgoglio di non aver mai azzeccato un candidato, se per sbaglio qualcuno vinceva era perché piaceva il Pdl e l’onda azzurra ammacchiava i difettucci. Ma capitava raramente. Ma ora, liquefatto nell’ammucchiata montiana e perfettamente eterodiretto da Casini, non avrebbe  potuto vincere manco una bottiglia di limonata al tiro ai barattoli. In attesa di risuscitare la salma (qualche volta succede) proviamo una sintesi.

Al Nord vince la meritocrazia: Tosi. Al sud vince o va al ballottaggio la partitocrazia, la clientela e la demagogia: Leoluca Orlando Cascio. Il paradosso è che nessuno si rende conto che il voto per i grillini è un voto sensato: le amministrative non dovrebbero essere politicizzate (capito, Sicilia? Capito, Isernia dove corre la sorella di Jorio?). I partiti, se proprio volessero, dovrebbero appoggiare i candidati di buona qualità e non impicciarsi di nulla. Invece le candidature si fanno col bilancino, col cencellino, corrente per corrente, tessera fasulla per tessera fasulla. Poco importa il candidato: basta che sia un signorsì. Ho sentito il buon Gasparri – che pure la vodaka non l’aveva bevuta, credo – sentenziare che occorrono più candidati politici. Grillo non conta un piffero, starnazza e tornerebbe in fretta al cabaret se il cabaret non lo facessero tutti gli altri.

Cosa ha fatto il Pdl negli ultimi sei mesi? C’è chi è presentato libri, chi ha organizzato congressi farlocchi, chi con un  certo coraggio (o faccia tosta che dir si voglia) è andato in tivì a difendere con un certo orgoglio qualche privilegio o qualche provvedimento indifendibile. Non so se a beneficio del capo, o di qualche ingenuone tardoazzurro, hanno pure organizzato un 2.0 del tutto grottesco: gruppi di  sostegno, gestiti sempre dagli stessi, dove infilano tutti, anche la mummia di Stalin per fare numero, e che funzionano per comunicati stampa scontatissimi e salutazioni dolciastre: Buongiorno amici di Silvio! Dolce notte dal vostro Angelino (supertrim?); e se qualcuno dissente e vuole ragionare viene subito cancellato in tutta fretta. Ci sono anche le pagine del Presidente, che lui non ha sicuramente visto (non è scemo) che sembrano organizzate da Crozza in persona. Forse la verità è sfuggita a Giuliano Ferrara: ha detto: “Il Cav non sa che fare”. Già. Ma come potrebbe, con questi consiglieri?, se pure Ferrara un giorno dice una cosa ed un altro il perfetto contrario c’è da restare ospiti di Putin a vita. Le russe poi non sono male. Meglio di La Russa. A sentire i colonnelli commentare la tornata elettorale c’è da piangere. Non è che gli altri stiano meglio, ma non è una giustificazione. Qualcuno dovrebbe ricordarsi che c’è una maggioranza nel paese che non ha più riferimento. Si parla dei cervelli che fuggiranno, ma si ha l’impressione che la stalla è già vuota. In Europa stanno succedendo cose. Siamo ad un tornante della storia e sarebbe indispensabile pensare. I partiti si stanno estinguendo come i dinosauri. Uno studio recente racconta che le loro flatulenze avrebbero potuto dare più energia delle centrali nucleari. Non si sa se furono vittime del loro stesso inquinamento. La scienza ha sempre un margine di errore, per il futuro, ma anche per il passato. Nondimeno alcune notizie non vanno sottovalutate. L’aria cattiva non fa bene a nessuno.


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Una risposta a “IL FU MATTIA PDL”

  1. Avatar Walter Ocule

    Assolutamente d’accordo. Concordo parola per parola. Mi sembra di averlo scritto io (se ne fossi capace.

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