IL BARCAROLO VA ?

“Il barcarolo va contro corrente e noi pure”. Questa ennesima violazione della democrazia non ci fa strappare i capelli. Serve ad interrompere, con una botta di vita, la serie dei tappetini tecnocratici fabbricati da Re Giorgio e Frau Anghela.

L’Italia è il paese più demeritocratico del mondo, ed in parlamento di demeritocrati ce ne sono a bizzeffe, perché il sistema e le regole sono fatte in modo che possano eternamente galleggiare. Basta guardare le facce delle delegazioni che sfilano: tutti presi e compresi nel compito di ritagliarsi lo spazietto e mettersi di traverso, sanno fare solo quello. Chi discetta poeticamente del ventennio berlusconiano, chi teme la svolta a sinistra perché teme di perdere la seggetta, chi strappa le tessere elettorali e chi fa caciara fuori, dopo aver fatto per mesi caciara dentro, e chi getta pomodori sull’auto del Cav.

Non digeriscono il fatto che gli Italiani – che sono meglio dei loro rappresentanti – cercano con fatica di indirizzare le loro scelte verso qualcuno che li possa tirar fuori degli impicci. Matteo Renzi – che non è fesso – deve aver messo in conto la rivolta dei lillipuziani che puntualmente oggi è arrivata. Quattordici delegazioni, vi rendete conto? Questa non è democrazia, è bordello perché le pregiudiziali che mettono non sono di contenuti, ma di parrocchia.

Renzi non può sbagliare. È evidente. Se ascolterà i demeritocrati si troverà il solito governicchio rissoso, castratore e poltronista, indisciplinato ed autoreferenziale con un programmucolo biscornuto tirato da tutte le parti e tanta demagogia. Nella palude ci finirà tutto intero compreso la smart e il giglio fiorentino.

Se invece ascolterà il buonsenso metterà insieme una squadra di grande qualità e andrà a chiedere in parlamento i voti sulle cose da fare, prendere o lasciare, metterà tutti di fronte alle proprie responsabilità, stanando tutti i venditori di fumo, i nuovi e i vecchi mostri della partitocrazia

Tutte le regole sono saltate, e non da oggi, ed i quest’assenza di regole sono i nemici dell’Italia che prosperano, tatticisti autoreferenziali in primis. Bisogna dunque smascherarli. Se staranno a cuccia per consumare ancora un po’ di zuppe alla Bouvette, si faranno le riforme e poi torneremo a ragionare e magari pure a crescere. Se invece le pulci con la tosse ricominceranno la solita zinzinella, gli Italiani andranno alle urne, sì, ma con le idee chiare.

Renzi ha sparigliato le carte, certo, ma non c’era altro da fare. C’erano troppi bari al tavolo e il tempo stringe. E credete voi che in caso di voto sarebbero ancora in molti a tagliarsi i cosiddetti – come fece Origene per far dispetto alla moglie regalando il voto a un Alfano, un Tabacci, un Grillo?

Comunque vada, dovranno arrendersi: sono circondati.


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