L’ESTETICA NON È UN “OPTIONAL”

Per cominciare, una domanda: È proprio sicuro il nostro Papa che costringere Dio ad ascoltare in piedi un lungo concerto sia una buona azione?

Papa Bergoglio sopprime i ʺgentiluomini del papaʺ. Si trattava del ʺpiù antico ed esclusivo blasoneʺ europeo, del ʺclub più esclusivo del mondoʺ. Io non sono affatto d’accordo; andrà a finire come col latino, che è da reintrodurre, e al più presto, su tutta la linea. L’assenza del latino ha fatto danni notevoli, previsti da tutte le persone ragionanti.

Era importante che Dio ci parlasse una lingua ʺdiversaʺ, grave, difficile. Dio non è Maometto, che si alzó ed andó alla montagna; pretende invece che sia la montagna a muoversi, ed io sono d’accordo con lui. E questi non sono giochi di parole.

Il problema è serio: certo, bisognava escludere, punire, Balducci, La Motta, Ortolani, Salabè, Scarano, Batliner e quanti ce ne sono ancora, se ce ne sono; ma non mai, e mai più, annullare la valenza estetica della cosa. È vero, gli uomini non sono stati degni dell’istituzione. Ma io non sopprimerei l’istituzione, per questo; istituirei piuttosto un controllo molto più severo sugli uomini. È cosí, io penso, che si costringe la montagna a muoversi. Se nelle Stanze vaticane di Giulio II° o alla Cappella Sistina installassero organizzazioni a delinquere o case di malaffare, io non punirei né Raffaello né Michelangelo.

D’altra parte, la ʺbellezzaʺ non è né un oggetto, né una serie di oggetti. Il meraviglioso peso estetico di qualcosa, di qualcuno, di un ambiente, di una istituzione o di una atmosfera, non ha nulla da spartire con ció che non è Spirito.

Papa Francesco forse non ha capito che ormai lui non è più lui. Oggi egli è sulla Terra il rappresentante di Dio. Non posso credere che, inviato di Dio su questa terra, possa far coro con gli incolti, e pensare che la bellezza, ch’è il segno della pienezza dell’Essere, sia un privilegio, o un ornamento, un facoltativo optional. Dio non è ingenuo. La bellezza è qualità allo stato puro, come la bontà. Ed a questo proposito chi equivoca paga immediatamente lo scotto, perché mostra un animo volgare – il che vuol dire, in sostanza, che Satana fa un passo in avanti. Quel che voleva.

Certo, se mi si chiedesse: vuoi salvare un ʺpezzoʺ di Raffaello, o un bambino affamato? risponderei: ʺil bambinoʺ. Ma nessuno ha posto al papa scelte del genere. Io voglio ben credere che ʺi gentiluomini del papaʺ, come singoli uomini, valgano moltissimo, o poco, o non molto, o persino un bel niente. O che talora siano il fior fiore dei mascalzoni. Valgano quel che valgono, e quel che vogliono -, la questione non è qui. Essi non sono che portatori, talora inconsapevoli, forse spesso indegni, di qualcosa che sembra impalpabile superfluità, e che invece è solida sostanza: la qualità della cosa, che è più, ben più, di ció che si usa chiamare stile. E che non riguarda loro, cosí come la maestà e rilevanza d’una cerimonia militare non riguarda il singolo milite che se ne sta là impalato con la sua baionetta.

So bene che Dio soffia dove e come vuole. Ma dove soffia, là è la bellezza. La prova di ció è più nel ʺnoʺ che nel ʺsíʺ. Non parlatemi del Santuario di san Giovanni Rotondo, né di Lourdes, di Medjugorje, etc. Son tutti orrori, d’accordo. Ma qui le simmetrie illuministiche del ragionare non sono adatte allo scopo. Siate perplessi, non ingenui. Pensate alla ʺquarta dimensioneʺ: al tempo. Proprio in questo nostro tempo, la lotta è in corso: la bellezza, per motivi che conosciamo solo in parte (ma che, se poi ci pensiamo, conosciamo benissimo, come accade per tutte le cose decisive), sta abbandonando il mondo. Non bisogna aiutare Satana in questa sua grandiosa opera di distruzione. Un giorno, in viaggio turistico con amici tra Chaource, Troyes, Reims e Laon, mi venne da chiedere ad uno di loro perché mai nelle architetture medievali, gotiche in ispecie, tra cuspidi e profili rampanti, gargouilles, capitelli e rosoni, si vedono da tutte le parti diavoli che scappano via ghignando? Il mio amico mi diede una risposta abile, ma ancor più intelligente che abile: il negativo si assiepa intorno al positivo: dove, se non là? Sta là il ʺfronteʺ: in noi, d’accordo, ma poi là.

Un papa che parla circondato dalle opere di Michelangelo e di Bramante è dunque un’eccezione -, che, come tutte le eccezioni serie, si presta anche ai commenti umoristici dei diversamente senzienti e opinanti. È un’eccezione, ed è segnato da Dio, perché è barricato nel positivo in un mondo nel quale il negativo vince. Quei due grandi non sono due profittatori privilegiati, sono uomini taliper qualità massima, due defensores fidei. Come la bontà, cosí la bellezza.

Io sono tra quelli che pensano che Michelangelo e Bramante siano indispensabile cornice alla parola di Dio.

Di recente anche il Vaticano è stato bruttato da una serqua di porcherie fatte passare, a caro prezzo immagino, per opere d’arte. Il segno dei tempi è proprio questo. Dai santuarî medievali i diavoli scappavano terrorizzati; ai santuarî d’oggi accorrono. A San Giovanni Rotondo l’autore del Beaubourg ha fatto di meglio: entri nel tempio, e la prima cosa che vedi sono le ʺToilettesʺ per donne e per uomini, non le sacre immagini. Complimenti a quelli che vanno a san Giovanni anzitutto per urinare. Forse non avete capito bene: a san Giovanni Rotondo per fortuna ci sono le Toilettes, dove in qualche modo l’impellenza della utilità giustifica il ripugnante resto. Almeno questo. E cosí sia.


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