TERZA REPUBBLICA

Ho scritto pochi giorni fa che i « rottamatori » capitanati da Renzi dovrebbero mettersi d’accordo con Berlusconi e dare inizio alla difficile opera di fondare una « Terza repubblica » un po’ meno fessa di questa Seconda. Per la verità, aggiunsi anche che questo è un « bel » sogno, nel senso che è irrealizzabile. Ma che tuttavia, sul piano delle prospettive impossibili, sarebbe proprio quel che ci vuole. Potete a questo punto dire : sí, va bene, ma a che scopo prospettarsi soluzioni impossibili ? Perché perdere tempo ad augurarsi inconsistenze ? Ebbene, la risposta c’è, ed è questa : queste inconsistenze, questi aegri somnia, queste fandonie un senso ce l’hanno : perché contribuiscono a chiarire i termini delle questioni. L’impossibile idea « Rottamatori + Berlusconi », a parte il fatto che non c’è nulla di assolutamente impossibile a questo mondo, serve a capire, ed a chiarire, che qui occorrono « uomini di buona volontà », quel che i Greci chiamavano una koinonía agathón, una comunanza di buoni, una comunità di gente per bene, o come altro voglia tradursi ; che questo è il nocciolo della questione ; e che qui sta ogni possibile prospettiva di salvezza. Su questo punto, esiste anche il famoso inveterato malinteso platonico : quando Platone afferma che ci vorrebbe una « repubblica retta da filosofi », noi dimentichiamo che in molti luoghi dei suoi dialoghi egli precisa, pari pari, che per lui « filosofi » significa né più né meno che « gente per bene », « galantuomini » (ad un certo punto, in un passo della Lettera VII precisa perfino, udite udite, che « ci vorrebbe gente che si comporti come i Dori, e non alla maniera dei Siciliani » ! Chiedo scusa ai Siciliani d’oggi, che invece sono tutti bravissima gente, Ciancimino junior e Ingroia inclusi, e passo avanti.

Senonché l’ottimo Renzi, che fino a ierlaltro voleva rottamare solo i rottami autentici (D’Alema, Bersani, Veltroni, e ovviamente « neorottami » quali Vendola, Di Pietro etc.), ora s’è messo a strillare che lui vuole rottamare anche Berlusconi! Direte voi : che figura stracciona avete fatta, voi poveri sognatori « a gratis » !
Invece no. Anzitutto, chiariamo il concetto di « rottame » -, concetto e vocabolo mai prima adoperati entro il nostro orizzonte politico. Concetto che, proprio grazie al Renzi, da qualche tempo è entrato a far parte dell’ideario politico e di conseguenza del vocabolario italiano. Se « rottame » significa uno che pensa e che fa le solite panzane e castronerie che ci hanno rotto e tuttavia ci rompono l’anima da cinquant’anni a questa parte, ebbene allora Vendola, Antonio Di Pietro, Grillo e i suoi Vaffa, insomma tutti questi nuovi arrivi, sono rottami al pari di quelli « cronologici » veri e propri, dico quelli di sempre, perché fanno e dicono le stesse puttanate che si dicevano 50 anni fa. E’ infatti opportuno ricordarsi sempre del seguente fatto : come sempre accade, i « concetti » sono tali per contenuto, non per sembiante o apparenza. Ovvero ci sono floridi giovani che pensano vecchio, e vecchi grinzosi che pensano giovane, e infine (caso di gran lunga più frequente) vecchi e giovani che non pensano affatto.

Veniamo ora alla sostanza della cosa. I versati in argomento sanno che, addirittura fin dal 1930, data di pubblicazione – se non vado errato – d’un lavoro del pensatore Lukasiewicz, le « logiche » possono essere non solo quella classica a due valori ( sí – no ), ma anche trivalenti, quadrivalenti, polivalenti, n-valenti, e chi più ne vuole più ne metta.
Tutti questi « pililli e ‘nticchie »del Lukasiewicz e successori sono finezze che al sottoscritto, ad esempio, non fanno né caldo né freddo. A me, che sono molto all’antica, piace la « logica della nonna » (ed anche quella della fanciulla di cui faro’ cenno più sotto): sí al sí, non al no, e ”salute ai rimanenti”, come dice in un suo sconsolato epigramma il Marchese di Caccavone.
Ma, gusti miei personali a parte, si dà il caso che la materia del politico contendere risponda appunto ad una logica a due valori. Esempi : fu una prospettiva attuabile, o non lo fu, il Comunismo ? È farlocco, o no, il programma politico di D’Alema ? È un bel po’ tonto, o non lo è, uno come Veltroni ? Fanno ridere, o non fanno ridere, un Bersani, un Franceschini, etc ? Trovate disgustoso, o no, un Grillo e la sua lurida sequela dei Vaffa? Sarebbe bene o no, per le nostre povere orecchie, che Vendola parlasse trenta volte di meno di quante ne parla ? E vi piacerebbe, si o no, se Scalfari finalmente se ne stesse zitto come finalmente fa Scalfaro, e la smettesse con i suoi « fondi » o sfondoni, editoriali à la La Palisse, ed ammonimenti di quelli « cento lire al chilo »?

Come è facile constatare, tutti questi interrogativi prevedono una logica a due valori, e di questa logica binaria tali interrogativi volentieri si appagherebbero e infatti si appagano. E le cose si chiariscono ulteriormente, se si pon mente al fatto che la politica non è tanto la scienza del pensare, quanto quella del fare. Voglio dire che, se pure avesse senso (ma io non credo) rispondere ad una questione teorica con un « valore logico terzo » (esempio : « fa ridere un Bersani ? », « fa ridere sí, fa ridere no, fa ridere ni ») ; non avrebbe invece senso alcuno rispondere alla domanda fattuale « costruiamo, o no, la benedetta Tav? » con un « Fatela si,’ e fatela no, anzi fatela a metà ».

Infatti, a differenza delle opinioni, i fatti rispondono ad una logica a due valori, e c’è poco da discutere. « Fa’ dunque, santo Iddio, e lascia perdere le chiacchiere ! », come mi mormoro’ con svenevole sorriso, quando ero ancora di primissimo pelo, una ragazza assai bella alla quale stavo coscienziosamente spiegando, con ricchezza di termini e poesia molta, che ero innamorato cotto di lei. Questa è la legge del fare e dei fatti. Te li faccio, o non te li faccio, e stop.

Bene, passiamo anche noi dalle chiacchiere ai fatti. Berlusconi vuol fare certi fatti, le Opposizioni non vogliono farli. Il Rottamatore in carica a noi tanto simpatico (parlo del Matteo Renzi) vuole anche lui fare dei fatti. Questa è la cosa importante, che fa dei due, il giovane e l’anziano, due « alleati ».

Ed ecco perché io posso ribadire la mia tesi: Renzi e i Rottamatori, se le cose continueranno ad andare nel senso che pare abbiano irreversibilmente preso, dovrebbero e dovranno trovarsi oggettivamente d’accordo con Berlusconi. Come accadeva ai bei tempi delle avventure e disavventure Sovietiche, che prevedevano una “responsabilità oggettiva”! Se Renzi sul piano politico teorico dissente da Berlusconi, cosa ne importa a noi ? La cosa non è grave, coraggio, si puo’ vivere ancora ! Sul piano pratico dovranno mettersi d’accordo per forza, obtorto collo, se è vero che una Tav a metà non ha senso, e che « mezza riforma » non s’è mai vista da nessuna parte (attenzione : esistono riforme finte, questo si’ ; ma « mezze », in giro, non se ne sono mai sperimentate : una « mezza riforma », ormai lo abbiamo capito fin troppo bene, significa non voler fare riforma alcuna). Obiettivamente, il fatto è che Berlusconi vuol fare certe riforme, gli « altri » non ne vogliono sapere e pertanto glie lo impediscono con tutte le forze.

Anzi, eccovi un consiglio utile : quando sentite parlare, come sempre sentite, di riforme a metà, graduali, progressive, incoative etc., state ben attenti : stanno cercando, come al solito, di…, etc.


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