AUGURI, PRESIDENTE – 29 SETTEMBRE, EQUIPE ’94

Tanti auguri al Cav
tanti auguri a noi
tanti auguri all’Italiaaaaaaa
Tanti auguriiiiii aaaaaa teeeeeeeeeeeee!!!

Amatissimo Cavaliere, vorremmo essere i primi ad augurarLe buon compleanno e lunghissima vita. Naturalmente non speriamo che da questa modesta bottiglia del web, il messaggio giunga fino a Lei: già, perchè dovrebbe superare le intemperie della sua corte dei miracoli che si venderebbe anche la bisnonna pur di non farle sapere cosa pensiamo noi, “equipe 94”.

Proviamo a dirglielo lo stesso, sfidando a duello le solite cartoline precotte che ricominciano, con nostro raccapriccio, a girare nell’etere. Sappia, Cavaliere, che noi Le siamo affezionati veramente perchè Lei ci somiglia. E’ creativo, pasticcione, approssimativo, spaccone, generoso ed anarchico esattamente come tutti noi. E pure esagerato.

Questo è stato un anno difficile per Lei e per noi. Si ricorda il 14 dicembre? Mentre il suo comitato centrale azzurro le riempiva la zucca di pessimi consigli, noi stavamo a mimare urla come pesci nell’acquario per convincerla a mandare tutti al diavolo e chiedere elezioni con un solo punto di programma: Riforma dell’Italia in senso presidenziale o ciccia. Noi volevamo che si mettesse i trampoli e le sopracciglia aggrottate e diventasse quello che è: il nostro De Gaulle all’italiana. Continuiamo a pensare che se ci avesse ascoltati, forse oggi potremmo già avere uno Stato più moderno in barba a tutte le caste e alla conservazione. Invece, da audace, Lei divenne timido, da fantasioso ad ossequioso degli odiosi rituali di quella partitocrazia che detesta quanto noi. E non si è capito più niente. Si è fatto infinocchiare da esterologi da strapazzo e ha fatto la guerra al più variopinto ed utile dei nostri amici, ha dovuto nominar ministri, aprire tavoli, rimangiarsi la parola e dire bugie noiose.

Risultato: non abbiamo combinato un bel nulla, nè noi nè lei ed abbiamo perso una bella fettona di consenso e tanti comuni. Il compleanno è un giro di boa, quello del lustro e mezzo è significativo. Bisogna che lei decida cosa vuol fare da grande. Se vuole seguire “noi” o “loro”. Nel primo caso, siamo pronti a fornirle un vecchio maggiolone cabriolet di colore azzurro (quello che accompagno’ gloriosamente alcune felici campagne elettorali del nostro maestro, Bettino Craxi) e noi le faremo da autisti in tutte le piazze d’Italia per dire alla gente due cose importanti: “ho fatto un sacco di fesserie, ma sono con voi e come voi” e “riforma presidenziale subito o ciccia”. Nonostante l’ottimismo del bravo Palmieri, sappia da subito che prenderemo più pomodori che applausi: ma uno come Lei, che canta cosi’ meravigliosamente “Pigalle” puo’ mai aver paura dei pomodori? Noi, naturalmente, siamo pronti a schivarne un bel po’, interponendo la nostra faccia, ma non tutti. Pero’, quando saremo ridotti a conserva scoppiata (siamo nella stagione), quando le impeccabili giacche saranno grondanti di sugo, il suo elettorato saprà che siamo finalmente giunti al dunque. La rivoluzione che Lei avrebbe voluto e che noi abbiamo sognato puo’ ancora farsi, ma solo cosi’. Segua il suo popolo ed il popolo la seguirà. Ed anche se non dovesse seguirla il seme sarà gettato, e la parola proibita sarà pronunciata. Potranno scrivere nei libri di storia che il grande Silvio Berlusconi traccio’ la via per cambiare l’Italia e che su questa via poterono incamminarsi giovani Italiani che la fecero davvero. Non è poco.

Auguri Presidente, per i suoi primi, splendidi 75 anni. E che domani per lei, ricominci un’altra splendida vita, ma questa volta insieme a noi.


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