AVVITOL

Chiamami Perina, sarò la tua ideologa. Leggendo il coccodrillo di se medesima pubblicato ieri, siamo costretti anche noi, che pure siamo facili alla lacrima, ad agguantare la cipolla per onorare il momento.

Perché la trombatura (in senso di participio futuro e giornalistico, beninteso) lascia nero su bianco in eredità il manifesto della perfetta intollerante: dice Perina, prendendo in prestito le parole di Caldarola sul Riformista che: ” Il problema non è tra chi è rimasto a destra e chi è andato a sinistra, ma tra chi ha il coraggio di dire quel che pensa e chi no.” Dall’enunciato in questione, si deduce che tutti i berluscones, così come tutti quelli che si erano sberlusconizzati e poi si sono riberlusconizzati per raccapriccio da fli, non dicono quello che pensano ma sono sottomessi al capo e tacciono per paura: paura di che, Perina?

Noi saremmo i “cosiddetti liberali” perché difendiamo il diritto di andare a gnocca e gnocco in privato, ma non avremmo contrastato l’ignobile caccia al finiano.

Ma perché, che diavolo è successo ai finiani? I Berluscones li hanno inseguiti per strada con un fucile a canne mozze? Hanno messo le tagliole sotto i banchi di Montecitorio? Le reti di Tarzan? Le trappole col formaggio? Fanno “buu!” dietro le porte delle commissioni per terrorizzarli?

Nemmeno si pensa che criticando Berlusconi si diventi automaticamente comunisti, ma se uno pensa come Dipietro, ha i gusti di Vendola, e politicamente si comporta come l’opposizione, come lo vogliamo chiamare, Perina?

Magari non saranno di sinistra, ma sono dei sinceri democratici: infatti il loro liberalissimo cravatta rosa non ci ha messo manco mezzo minuto a dare del venduto a tutti i deputati del Fli che, resisi conto della deriva che prendeva l’affare, hanno fatto dietro-front e sono tornati a destra.

Quanto al Secolo, i giornali sarebbero fatti, all’origine, per essere letti. Sono dunque un prodotto da consumare. Ora il lettore di riferimento a della dicotomica Perina si è trovato quotidianamente nella situazione di tutti i simpatici turisti che vanno a Forcella, notissimo quartiere napoletano, a comprare telefonini, ipod, ipad, computer e trovano immancabilmente, aprendo la scatola un bel mattone. Rosso. Lo chiamano: ”il pacco”.

Perina & C. la chiamano invece epurazione, prevaricazione, persecuzione, one, one. Ma sempre “pacco” è.

Angela Piscitelli
25 febbraio 2011

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