ELOGIO DEL FINTO INVALIDO

Finti invalidi? Un argomento istruttivo. Sí, qui da noi si riscuotono assegni di finta invalidità a spron battuto: ciechi che guidano l’automobile; sordi che fanno i direttori d’orchesta e i musicisti (va bene: c’è il precedente di Beethoven); paralitici che s’impegnano in maratone o nel salto con l’asta; equilibristi incomodati da labirintite; gigolos disarmati da forme gravi d’impotenza; conferenzieri con balbuzie o addirittura mutismo. Ce n’è tanti, di falsi invalidi, che a Napoli esiste una strada abitata quasi esclusivamente da loro.

Data questa incredibile situazione, è il caso di fare qualche commento. Primo. Consigli agli invalidi. Non bisogna esagerare in modo così scriteriato e, direi se il caso non fosse drammatico, quasi comico. Bisogna scegliere il tipo d’invalidità con oculatezza, simulando poi con attenzione un impedimento adeguato. Ad es. chi è colpito da cecità non deve mai e poi mai proporsi come microbiologo, brandendo tanto di microscopio. Colui che è affetto da sordità, non ambisca a dirigere non dico orchestre, ma neppure concertini di tricche-ballacche nelle festicciole di quartiere. L’ing. De Benedetti non dovrebbe proporsi come direttore d’Istituti di Beneficenza. Prodi e Rodotà, mai presentarsi per dirigere dei ʺClub Simpatiaʺ. Est modus in rebus! E che dire di quel mio amico, invalido perché affetto da impotentia coeundi, che a Parigi ti si presenta al ʺLolita Clubʺ sotto Pigalle, voleva essere assunto per il famoso spettacolo caro ai turisti americani, il noto ʺOh,la la, ça c’est bon, c’est bon, ça!”, in cui si offre agli stolidi spettatori il numero del coito artistico in nudità integrale? Ma come! Brutto imbecille, te lo dó io lo striptease!

Sistemato questo primo punto, diamo ora un consiglio alle autorità, preceduto peró da un’avvertenza: noi siamo convinti che un quinto circa della nostra classe dirigente sia composta da persone per bene, tra le quali ovviamente in primis il Cav. e i berluscoidi, che sono una documentata eccezione alla regola, specialmente ora, ai fini ed in vista delle riforme amministative e strutturali che tanto ci stanno a cuore. (E poi, sarò troppo ingenuo? Il matrimonio del cielo e dell’inferno era atteso da tutti, non solo da William Blake, ed ora siamo alle prove generali – anche se Pietrangelo Buttafuoco, con acuto pessimismo, registra l’imperversare d’una nuova religione-per-grulli: la ʺpresentabilità socialeʺ -, con tanto di papessa Nunziatina, aggiungiamo noi. Che il Marx-pensiero sarebbe finito tra i convenevoli degli scimpanzé con le ghette, l’avreste mai immaginato!? Un Gotha per meze-cazette!?)

Bene. Ritorno agli invalidi, alla Casta, ed ai restanti quattro quinti che la costituiscono: in particolare, ai manigoldi che capeggiano l’inamovibile, cadaverica struttura burocratica ed amministrativa della nostra baracca. Orbene: eliminare i falsi invalidi!? Ma che, siamo matti? Non l’avete ancora finita col cretinismo d’una nazione amministrata a colpi di idiozie!? O amministratori nostri, non vedete di lontano, ovvero di costà dove siete ruzzolati, che l’invalidità simulata è una delle poche risorse che restino al disgraziato abitante di questo paese, in cui il benestante percepisce 6-7 stipendi al mese, e il povero crepa di fame? Giustizia, animula blandula, dove te ne sei andata, rossa di vergogna? Dal sig. Di Pietro nelle campagnelle di Montenero, dal Grillo nelle apriche convalli svizzere, dalla Nunziatina tra gli odorati pini di Anacapri, dal Santoro sugli azzurri tornanti della Costiera Amalfitana?

Pentitevi! Vergogna! Avete ben visto ʺQuinta colonnaʺ, e altre diecine di documentari! Quante famiglie vivono ormai in automobili arrugginite, al freddo, con bambini piccoli avvolti in scialletti sdruciti? E non vi dice niente il pianto di QUELLA madre che singhiozzando ha detto, stretta ai suoi bambini: ʺCome salvarli? Io ogni sera vado a dormire sperando di non svegliarmi piùʺ.

Questo terribile stato di cose mostra che gli invalidi non stanno tutti dove si pensa che stiano. Gli invalidi più fessi, indecenti e spietati, sono gli invalidi mentali e morali, che stanno al Parlamento, al Senato, a San Macuto, ai Palazzi di Giustizia e ovunque altrove si annidino, incapaci di governare, inadatti a creare una giustizia benefica, norme rapidamente efficaci e pietose, svanziche finalmente distribuite in dosi appropriate; ed a provvedere senza burocratismi al salvataggio dei molti che affondano in questo mare di… ingiustizia. Non vi accorgete, voi della Casta, che come l’invalido cieco non è adatto a guidare la motocicletta, così voi invalidi di mente siete inadatti a compitare Costituzioni, a districarvi tra codici e pandette, a tartagliare ʺLa legge è uguale per tutti (noi)ʺ, e insomma a governare questo sventurato paese? Come il sordo che dirige l’orchestra, così Lei, Onorevole: siete entrambi incapaci di svolgere il vostro ufficio. Come il paralitico dai trampoli, così voi dovreste esser tenuti lontani dai luoghi in cui si amministra e si giudica.

Dunque non toccate, fessi che siete, le invalidità finte, che sono magnifici, indolori, sicuri modi di distribuire denaro a tutti e specialmente ai meno abbienti (di invalidi ricchi ce ne sono moltissimi, come abbiamo detto, ma quelli vanno eliminati espurgando il Parlamento, il Senato, i Tribunali etc.)

Perché, sia detto una volta per tutte, tra voi della Casta e i falsi invalidi, una differenza c’è: loro sono invalidi falsi che simulano una attività lavorativa per sopravvivere, voi siete invalidi veri che simulano di darsi da fare per fotterci.

Tutto dunque è perduto? Io, per quel che mi riguarda, ho concepito una certa fiducia nel Presidente Napolitano e nel nostro Letta: sí, lo stesso Letta che, finché militava tra i marxicattos, sembrava simile in peggio a tutti gli altri, ma che, da quando è diventato presidente, sarà per effetto sorpresa, per infantile tripudio, per intima decisione di volersi meritare il miracolo ottenuto, o magari per una caduta dalle scale (come Giambattista Vico: che era fesso, ma diventò intelligente dopo un forte ruzzolone), mi sembra essersi messo a fare sul serio.

Qui, se bisogna trasformare il Paese e far dileguare gli invalidi finti, occorre liberarsi dagli invalidi veri, dico quelli della Casta, e finalmente dar mano alle famose riforme strutturali, modificare la Costituzione e la legge elettorale che contribuiscono alla generale paralisi, snellire tutto lo snellibile, sbarazzarci una volta per tutte dal vizio (che poi è una furbata troppo protratta) del burocratismo. Berlusconi tutto ció lo sta predicando, inascoltato, da quasi vent’anni e, siamo sinceri, è stato il primo e il solo a farlo (ed è questo il principale motivo della sua inestimabile ʺdifferenzaʺ); Napolitano ormai ha maturato giusti propositi, e vuole agire; Letta ha imparato (e, bisogna dire, sembra abbia imparato non male) E, per conto mio, finché la situazione non si sarà raddrizzata, invio comprensivi saluti ai falsi invalidi, che sento fratelli. Coraggio! Primum vivere!


Pubblicato

in

da

Tag:

Commenti

Lascia un commento