PERICOLOSE SEMPLIFICAZIONI

L’intervento in Siria, la bomba in Afghanistan e, soprattutto, l’escalation della crisi con Pyongyang, dimostrano che i timori di molti per l’arrivo al potere di Donald Trump non erano affatto infondati. Una personalità disturbata, esaltata, dai chiari limiti intellettuali, guidato da una accozzaglia di valori contraddittori e superficiali che lo portano a credere a ricette economiche, poltiche e, cosa ben più grave, militari, già sconfitte dalla storia.

Trump è divenuto in breve tempo facile preda delle spinte più reazionarie, oltranziste e guerrafondaie, da sempre presenti negli Usa, cui adesso viene data briglia sciolta.

I Russi sono in fibrillazione e rinforzano il confine orientale, il Giappone è in stato d’allerta, la Cina (la Cina!) invita alla prudenza, Seul ha il terrore di divenire vittima di una ritorsione ad una provocazione americana. Provocazione che potrebbe nascere in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, visto l’arrivo della portaerei Vinson, accompagnata da altre unità e sommergibili nucleari nel teatro operativo.

Cari trumpisti de noartri, ecco il Trump che tanto osannavate, senza nemmeno rendervi conto degli aspetti più ovvi: gli interessi Usa, il protezionismo, le tensione con la Russia – aspetto questo imprevedibile, almeno in campagna elettorale – e gli interventi in mezzo mondo forse potranno fare gli interessi americani, ma di certo creano danno ai nostri.

Marine Le Pen e Matteo Salvini – grandi simpatizzanti di Trump – parlano un linguaggio elementare, creando l’illusione che le soluzioni siano a portata di mano, ma descrivono prospettive politiche irrealizzabili per semplice cinismo elettorale. Il mondo non è affatto semplice, e non esistono soluzioni “facili” ai problemi del nostro tempo.

Nessuno ha la bacchetta magica, cari trumpisti. L’antieuropeismo, l’uscita dall’Euro, la Brexit non sono soluzioni, ma un ritorno al passato che non esiste più. Non è nemmeno lontanamente immaginabile che l’Italia possa migliorare con il ritorno alla liretta e ad uno stato nazionale autarchico, distinto e distante dal contesto Ue. Ci schianteremmo in brevissimo tempo, fagocitati da turbolenze finanziarie, speculazioni, svalutazione incontrollata e affondati dal nostro stesso debito.

Questi tempi, purtroppo, sono il risultato di elettori drogati d’antipolitica, la quale ha portato al disprezzo e all’offuscamento dei pensieri più sofisticati e complessi in favore di slogan sempliciotti. Solo così si spiega come al potere, in ogni dove, stiano arrivando persone di scarsissimo livello, ciniche e scaltre politicamente, ma carenti di valori e assolutamente prive degli strumenti culturali e intellettuali necessari ad affrontare le complicatissime sfide dei nostri tempi.

Sganciare bombe è facile, creare le condizioni per non doverlo fare mai è molto, molto più difficile.

Paolo Visnoviz
Zona di frontiera, 15 aprile 2017


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