UN INCUBO

La fine immatura dell’attuale Parlamento venne decretata da Giorgio Napolitano appena prima dell’inizio del cosiddetto semestre bianco (cioè prima del tempo nel quale la Costituzione lo vieta). Lo scioglimento avvenne su input di Mario Monti, che aveva rassegnato le dimissioni del suo Governo, per “missione compiuta”; in realtà fu un atto di convenienza, come ho avuto occasione di spiegare: qui aggiungo – per chi è digiuno di materia costituzionale – che il decreto presidenziale di scioglimento delle Camere per essere valido deve essere “controfirmanto” dal Presidente del Consiglio dei Ministri, cioè dallo stesso presidente Monti dimissionario.

Avvicinandosi la data delle elezioni sono stato preso da inquietudine, pensando all’incertezza del prossimo futuro del Paese (che nonostante tutto amo perché è il mio Paese), al punto che il mio sonno è disturbato. La notte scorsa ho fatto un brutto sogno: ho visto Pierluigi Bersani a Palazzo Chigi e Mario Monti al Quirinale che, incontratisi, parlavano delle tasse da imporre agli italiani e su chi farle maggiormente gravare. Monti dava assicurazione a Bersani che avrebbe avuto l’appoggio incondizionato suo e dei poteri finanziari. Anche internazionali, ed ovviamente dalla Germania; a sua volta Bersani dava ampie assicurazioni che dal popolo comunista non sarebbero venute difficoltà, perché abituato ad ubbidire tacendo. Certo, dicevano i due – quasi a rassicurare se stessi – tutto si farà per il bene dell’Italia, per allontanarla ancor di più dall’orlo dell’abisso, completando così l‘opera di salvataggio iniziata nel novembre del 2011.

Certo, ci sarà una ripresina dell’economia; il tunnel è ancora troppo lungo ma sicuramente la luce comincerà ad intravedersi tra qualche lustro, sempre che, beninteso, non interverrà nel frattempo la fine del modo secondo calcoli riveduti e corretti della profezia Maya.

Gli italiani dovranno stringere ancora la cinghia che, al limite, dovranno sostituire con le bretelle, per evitare di restare in mutande. Per altro, concordavano i due sommi statisti: un po’ di dieta fa bene alla salute, come sostengono ascoltati, illustri nutrizionisti. E poi saranno contenti i tedeschi ipnotizzati dall’Angela Merkel.

Prima di finire lo scambio di vedute, Monti chiese a Bersani: e se interverrà la magistratura, con le sue indagini indiscrete? Non ti preoccupare Mario, rispondeva Pierlugi (diamoci del tu, siamo compagni sulla stessa barca) sai bene che le toghe sono il braccio armato del comunismo, come dice da sempre Berlusconi, perciò mai e poi mai intralcerebbero i nostri sforzi per realizzare una “Italia giusta”. Tu sa molto bene che il nostro partito si è aggiornato rispetto all’epica di Massimo D’Alema, che auspicava una “Italia normale”. Quel D’Alema, considerato una cariatide da quel ragazzuolo fiorentino, detto il rottamatore. Ricordi Mario quel tale di nome Renzi che si era permesso di sfidarmi a quelle “primarie”, che hanno segnato una fulgente dimostrazione di democrazia? Ora Renzi ha fatto una encomiabile sottomissione e, perciò, penso che non darà fastidio. Puoi rassicurare l’Angela, la quale potrà continuare a fare le ferie nel Bel Paese.
Giacché ci siamo, caro Pierluigi.


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