UNA SOLUZIONE C’ E’

Visto che il mondo sta prendendo una direzione delirante è il caso di assumere un punto di vista delirante.” (Jean Baudrillard)

«Per poter veramente affrontare la “malattia”, dovremmo poterla incontrare fuori dalle istituzioni, intendendo con ciò non soltanto fuori dall’istituzione psichiatrica, ma fuori da ogni altra istituzione la cui funzione è quella di etichettare, codificare e fissare in ruoli congelati coloro che vi appartengono. Ma esiste veramente un fuori sul quale e dal quale si possa agire prima che le istituzioni ci distruggano?» (Franco Basaglia)

Tra i potenziali elettori del Pdl e l’Angelino c’è stato un matrimonio “combinato”. Non che sia cosa malfatta, nel secolo scorso erano i più riusciti e forse ancora adesso. Ma il promesso è un giovane a cui mammà non ha forse tutto spiegato, prima di gettarlo allo sbaraglio. Il corredo si compone di due bauli: uno vecchiotto, con le serrature arrugginite, pieno di vecchie lenzuola e camicie da notte con l’apposito buco, tutte cifrate D.C., e poi l’altro, intonso lui, intonsa la biancheria, non agevole da aprire. Sopra c’è scritto “Rivoluzione Liberale”. Il giovane Alfano osserva i due ingombri e li studia, quale sarà la biancheria che sarà messa nel talamo nuziale? Non lo sappiamo. E forse non lo sa nemmeno lui.

Sembra passato un secolo dal grande Cav, l’Italia gioiosa delle nozze con i fichi secchi non esiste più. Le passioni sono spente. L’ apatia aleggia nella crisi ed il cinismo prevale. Se fossimo Giulietto Chiesa in azzurro, spiegheremmo al colto pubblico che il tracollo economico europeo è stato tutto una gran bufala per togliere di mezzo l’unico creativo disponibile che con i suoi “cucù”, e questa fissa della rivoluzione liberale, stava rompendo le scatole a tutti i gattopardi. Anche la trovataccia del governo tecnico è un artificio. Non può darsi in natura, in Italia, il governo tecnico perché siamo una repubblica parlamentare. Il che vuol dire che senza il placet della maggioranza degli scaldasedie di destra di sinistra e soprattutto di centro, non si muove una foglia. Ed infatti, Mario-Marenco Monti, simpaticissimo, elegantissimo ed osannatissimo (pochi nemici, poco onore?) pur mettendocela tutta, è riuscito in fondo solo ad affibbiarci una manciata di notai, di cui non se ne sentiva il bisogno, e qualche taxi in più, oltre al diritto di comprare le fragole alle 4 del mattino se presi da voglia incoercibile (sì ma con quali euri? e sempre che resti qualche punto vendita a resistere ai blitz delle fiamme gialle).

C’era una volta Calderoli che si era messo con la matita blu a cancellare tutte le leggi inutili. Era in quel momento che avrebbe dovuto prendere la diavolina e fare un falò. Riscrivere una ventina di pagine chiare, trasparenti, leggere e ciccia. Anche lui è finito nel dimenticatoio ed ora si iperlegifera di nuovo, tanto per dar fieno agli avvocati ed ai commercialisti, veri satrapi della Repubblica. Ed è così che sono stati partoriti due mostri capaci di far venire la dissenteria a quello di Lockness: il pareggio di bilancio in Costituzione ed il bollino blu. Già era indigeribile, la Costituzione, e con questa new entry è diventata grottesca, perchè sancisce, di fatto, la perdita di libertà dello Stato Sovrano ed il trasferimento ai contabili di una vera onnipotenza. La politica non potrà più decidere di sforare nemmeno di un centesimo di euro, venissero pure gli alieni a distruggere tutto o tutti i vulcani della penisola si mettessero simultaneamente ad eruttare. È quello che sta già succedendo nelle famiglie: non c’è più credito e quindi non si può sforare. E se non si può sforare non si può né creare né intraprendere, né produrre, né comprare. Siamo grosso modo alla ciotola di riso e la giacca di tela grigia, sempre ammesso che il ragioniere generale dello Stato a 600mila euro l’anno decida di fornirle. Il bollino blu del Cittadino-Ciquita o Lettera Scarlatta che dir si voglia, servirà a distinguere senza appello i buoni dai cattivi: i buoni saranno quelli che hanno entrature tra i burocrati e i magistrati, soldi per pagare gli avvocati e commercialisti premier cru, ed i cattivi tutti gli altri. Non si sa se in seguito saranno stabilite pene corporali. Se tutto va bene ci sarà una ritoccatina del numero dei parlamentari, (che si ricicleranno, al solito, negli enti inutili) per il resto, tutto l’apparato resterà lo stesso e le tasse dei sopravvissuti a questa Chernobil serviranno ad alimentarlo, come sempre. I capi-bastone della politica e della finanza scaldano i motori per le elezioni, pensando alla grande coalizione della pagnotta, il solito Montezemolo tiene pronto in garage il suo ircocervo, ognuno ne ha uno. Evviva. Si voteranno da soli.

Pian piano vengono liberati gli ostaggi. Non ci riferiamo naturalmente alle decine di nostri connazionali in mano a bande criminali nel mondo e nemmeno ai nostri Marò, ostaggi pure loro di violazioni gravissime del diritto internazionale: di quelli se ne occupa la Farnesina, ina ina. Parlo di Dell’utri e degli altri numerosi Berluscones ostaggi dei teoremi giudiziari. Credete voi che se il giulivo Cav fosse ancora in scena i molossi avrebbero allentato la presa? Giammai.

Una soluzione c’è, forse. La Russia è grande. Chiediamo al Cav di costruire, a scopo umanitario, una daciona e trasferiamoci tutti lì. Con lo stato di rifugiati politici, forse avremo pure una pensioncina. Certo Battisti starà meglio di noi: in Brasile fa caldo, ci si abbronza bene, ma almeno potremo rimediare un bel piattin di spaghetti al caviale, meglio di quello di Lusi. Volga, Volga.

E привет вашей сестре*, come si dice a Napoli.

* salùtamasòrete.


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