UNA GRAVE, INVOLONTARIA COLPA

Lasciateci, per una volta, piangere sul latte versato. Di recente ci siamo tutti macchiati di una grave colpa, anche se per alcuni di noi s’è trattato di una colpa involontaria. Colpa per debolezza o da omissione. Nei casi migliori, da disattenzione. Prima di confessarne la parte che anche a me compete, metto le mani avanti. Io penso che il Ministro Galan sia un galantuomo, e pertanto, ai «Beni culturali», mi attendo da lui «ogni bene». Ma il trattamento da noi Italiani, o Itagliani o Italioti o Maccaronari etc., riservato a quel grande gentiluomo e raffinato uomo di cultura che è Sandro Bondi, è stato indegno o, meglio: è stato degno di una società di imbecilli e di vigliacchi. E poiché penso che non tutti noi siamo proprio imbecilli o vigliacchi calzati e vestiti, debbo ribadire, come sopra ho già detto, che questa grave colpa talora è stata involontaria. Si’, involontaria; ma una società civile non dovrebbe consentirsi disattenzioni, smagliature e disordini tanto gravi.

Abbiamo nel governo – non sappiamo ancora per quanto – un manipolo di persone assai serie e di carattere adeguato alla bisogna. Faro’ i nomi della Gelmini e di Alfano, di Sacconi e di Maroni, e ce n’è fortunatamente anche altri. Tuttavia, coloro che vogliono sentirlo sentono che una parte della cosiddetta «società civile» non gradisce la presenza di queste persone per bene. E’ con un costante sforzo di mantenimento che noi conserviamo allo Stato le persone serie che abbiamo avuto la fortuna di trovare a rappresentarci. Il ministro Tremonti, ottima guida delle Finanze, e riconosciuto come tale a livello mondiale, ha (involontariamente) dato il via al processo di sfiducia di Bondi con quella disgraziata frase sulla «non economicità della cultura».

Come! Proprio lui, Ministro che certo sa che l’alta cultura nutre di sé anche le valutazioni di carattere esclusivamente economico, e pertanto persona assai colta ex officio, ha espettorato una frase indegna persino del ragioniere d’una fabbrichetta di coni gelati!? Ma che diavolo gli ha preso? Il suo errore è stato il volgare «errore di contenente/contenuto» di chi pensa che la cultura stia dove si sente la parola «cultura». Non ha mai avuto la fortuna di leggere la squisita frase di Wiesengrund Adorno, che nei suoi Minima moralia afferma che oggi « la cultura è decaduta a cultura »!?

Sandro Bondi ha sperimentato (indifeso contro la ressa dei plebei come lo è ogni persona non plebea) «l’aria che tira», la canèa che gli ignoranti interessati che riempiono come pulci e pidocchi tutti i vuoti della nostra vita pubblica hanno suscitato per il solo fatto che di «cultura» si occupasse una persona per bene e seria come lui. Come! Si osa far cultura senza l’ingrediente del lezzo dei centri sociali, senza l’emetica patacca in similoro dei salotti policorrect assortiti? L’Italia dei pataccari non poteva sopportare un simile affronto. Il Cielo, che molto spesso «dormicchia» come Omero e peggio, ha lasciato che si sgretolasse qualche metro d’un pezzo di cemento erroneamente inserito in una antica struttura pompeiana, ed ecco che è stato facile attribuire a Bondi colpe inesistenti e comunque, se colpe fossero state, non sue. Vergogna. Vergogna. Il Cielo s’è alleato con la matière à Cambronne!

Il Ministro ha resistito in silenzio, ha fatto in modo di ricostituire i fondi che il Governo, appunto con Tremonti, cominciava a lesinare. E poi, sempre in silenzio, si è dimesso. Le sue proteste, poche e sobrie, sono state di merito, non a titolo personale. Non si poteva immaginare comportamento più signorile. E cosi’ la parzialmente sbilenca carovana del Governo (Governo italiano, quindi sempre parzialmente maccaronaro), che per miracolo s’era trovata ad avere l’uomo giusto nel posto giusto, ha sprecato questa difficile coincidenza, questa occasione irripetibile. Vergogna. Ora cani, rospi e serpi possono chetarsi, non più abbaiare, ululare, sibilare, finalmente paghi. Evviva! Un gentiluomo è stato fatto fuori!

Certo, ha stupito il remissivo silenzio degli onesti. Ma è stato questo il primo segno di un fatto grave, che va producendosi tra noi proprio in questi giorni: gli onesti cominciano ad essere stanchi. Attenzione, coinquilini del malridotto Stivale! Il caso Bondi è stato un terribile campanello d’allarme. Noi, che teniamo alla solidarietà con chi se la merita, e che ammiriamo i gentiluomini, qui ancora una volta – tardivamente, inutilmente – protestiamo. E ci auguriamo che il nuovo Ministro Galan sia fino in fondo consapevole dell’eredità di ingiustizia che è stato chiamato ad accettare; e che sappia, coi fatti, emendarne il mesto ricordo.

C’è un’Italia straordinariamente bella e fine, l’Italia pre-gauche à l’andouille, che se ne sta «avvolta di veli» nelle profondità delle nostre anime, alitando appena come l’uomo metacronico di Proust, e che attende, attende che anche il suo tempo sia ritrovato! Ritroviamolo tutti insieme, e chiediamo ancora e ancora scusa per la nostra pochezza ad un galantuomo ingiustamente allontanato (allontanato!? Si’: non lui da noi, ma noi da lui, sia ben chiaro).

Leonardo Cammarano, 14 maggio 2011
Zona di frontiera (Facebook) – zonadifrontiera.org (Sito Web)


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