L’OCCIDENTE CIVILIZZATO

Così, sarebbe morto. Tutti i siti e tutte le televisioni condiscono il nostro caffellatte mattutino con il viso spiaccicato d’un talebano con la barba. Il dollaro vola e gli americani scendono in piazza a festeggiare.

Una ghiotta occasione per il Presidente Obama di imbastire un solenne discorso alla nazione e per tutti gli altri potenti occidentali di rilasciare dichiarazioni giubilanti di gaudio e di vittoria.

Magari sarà davvero lui, quella poltiglia di peli ed occhi che ci viene mostrata come uno scalpo, magari il fatto di averlo beccato e fatto fuori senza complimenti e senza processi potrà creare un momentaneo problema di leadership alla multinazionale del terrorismo. Fatto sta che questa generale allegria indotta dall’annuncio in mondovisione ci immalinconisce e molto.

Dov’è finito l’Occidente? Se fosse esistita la televisione ed Internet nel 1789 i giacobini ci avrebbero mostrato la testa di Luigi XVI estraendola dal paniere. Ma in questi 200 e passa anni, di orrore in orrore, ci siamo illusi di aver costruito noi, rispetto agli altri, il primato del pensiero e della sensibilità ragionante sulla barbarie.

Abbiamo stabilito che uccidere brutalmente è un’aberrazione,che le guerre sono bandite e che esistono solo interventi “umanitari” per aiutare popoli in difficoltà che non hanno ancora assorbito la profondità di coscienza della nostra civiltà superiore. Ci sentiamo infallibili e portatori di verità indiscusse ed indiscutibili. E riempiamo l’etere di proclami in difesa di tutto e di tutti, degli ultimi, dei nemici, dei bambini.

E cosa abbiamo visto, tra ieri ed oggi? La casa di Gheddafi bombardata e delle vittime, un figlio forse, dei nipoti, forse, ma certamente un bambino. Ed un ammasso di carne spappolata su cui festeggiare. Dei morti libici, si parla con  elegante disinvoltura, asserendo che “forse non è il figlio di Gheddafi e che è tutta propaganda del regime”. Insomma pretenderemmo che il dittatore, che incidentalmente è anche un padre, come milioni di noi, fosse tenuto a dar prova visibile del suo lutto atroce, che è solo un furbacchione. Non una parola di rammarico se non proprio di vergogna, per quel creaturo macellato che ha la colpa grave di essere stato ucciso nel posto sbagliato. E poi, l’ostensione del corpo del presunto Osama, che in quanto tale non fa orrore, ma è utilissimo a far salire il dollaro e le borse.

Va tutto bene. Ma non raccontateci più che siamo i migliori, i sensibili, i civilizzati. Siamo barbari e forse peggio degli altri barbari perché non abbiamo la giustificazione di avere l’anello al naso e di non aver avuto, in questi ultimi secoli, schiere di pensatori dabbene. Siamo talmente regrediti che l’orrore ci fa il solletico. È così che si è programmato l’occidentale postmoderno? Un tipo che gioca in borsa su Internet godendosi lo spettacolo dei cadaveri “umanitari” in tivì?

Ieri un beato è salito agli onori dell’altare. I beati non possono parlare. Cosa avrebbe detto, di tutto questo, lui? Onore ai nemici, perché almeno, sono morti combattendo.

 

Angela Piscitelli, 2 maggio 2011
Zona di frontiera (Facebook) – zonadifrontiera.org (Sito Web)

2 maggio 2011


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