BERLUSCONI VA ALLA GUERRA!

Se Berlusconi mandasse a casa questo governo sarebbe uno spettacolo.

Fini, Casini e molti altri – che fin’ora stanno nascosti tra le sottane di Monti – sono semplicemente terrorizzati e stanno pensando di offrire sacrifici umani agli dei (tanto Rossi o la Perina fanno solo danni). Alfano non ha ancora ben compreso il discorso ed ha consumato 3 cellulari per cercare di chiamare Berlusconi, che non risponde. Bersani fa il tifo per il nano perché intravede la possibilità che gli eventi gli levino le castagne o i Renzi dal fuoco.

Maroni sembrava delirasse quando affermava che il governo non sarebbe arrivato a mangiare il panettone, ora è passato di grado: da malato di mente a preveggente. Ovunque cori da stadio: “Porcellum forever!”
Napolitano pare abbia sciorinato una caterva di improperi all’indirizzo del bavoso di Arcore; era convinto di averlo incartato e messo in soffitta, quando questo gli ha fatto di nuovo cucù. Ed ora, che dire alla Merkel che da ieri sera lo sta cercando? Grillo ha già perso 5 punti e sta pensando di fare la risalita del Po.

Nel tribunale di Milano lo smarrimento è palpabile, ma si spera in una accelerazione del processo Ruby. Al Parlamento c’è già un disegno di legge per chi crede che una marocchina possa essere la nipote di Mubarak. La pena – almeno vent’anni -, sarà da scontarsi a Guantanamo.

I peones tutti, colpiti dalla sciagurata notizia in pieno week-end, non sanno più che pesci prendere: prevarrà l’istinto di conservazione della poltrona o porteranno dieci vergini a testa ad Arcore, sicuro investimento sul futuro?

Goldman Sachs, Bilderberg, i poteri forti, quelli meno forti, quelli con la scagarella, hanno deciso di partire lancia in resta lunedì, appena apriranno i mercati per vendere titoli di Stato italiani, la Panda della figlia, pizze e mandolini. Lo scopo è di inflazionare i mercati dei mandolini (la Panda l’avrebbero venduta comunque). Mario Monti è in fibrillazione e sta cercando di scongiurare l’operazione di finanza internazionale: “Così facendo colpite me! Sono ancora io al governo! Rischiate di farmi uno spread così!”.

Il clamore è talmente clamore, il chiasso talmente chiasso, che oggi stiamo assistendo ad una cosa rara: la politica segreta di Palazzo, con i suoi retroscena, trabocca dal Transatlantico e viene raccontata a tutti. Ma gli italiani non si scompongono affatto: sanno già che – comunque vada – il destino sarà quello della Costa Concordia.


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