PASTA E FAGLIOLI PER LO SPIRITO

Ritorno brevemente sulla generale, sana convinzione che “la cultura sta a sinistra, come la pasta e fagioli“. Vediamo i fatti.

E’ proprio vero: a sinistra abbiamo intellettuali a tonnellate, e coi fiocchi. Ad esempio, ce n’è persino di quelli che sanno colloquiare con la ninfa Io, figlia di Inaco (e taccia Cratete, che già 2500 anni fa malignava: “frequentano cattive compagnie”).
Ce n’è di geniali, che appendono i santi ad apposite corde e “sbadabàn!” li mandano a sbattere penzoloni contro gli orribili reazionari borghesi, dico contro di noi, tanto per insegnarci a campare. (Infatti, abbiamo tentato di imitarli, usando ad es. come batacchio non san Francesco, ma Dario Fo. Ci è stato subito impedito di farlo: “no, per carità, è troppo pesante, e poi quando sono cosi’ voluminosi, se si rompono puzzano”).

Ce n’è di qualità superiore (marca: “sono vile si’, ma mica fesso!”), del genere che puo’ dirsi apofatico, ovvero espressivo per negatività: valgono molto per “non aver fatto cio’ che li si accusa di aver fatto”, come ad esempio persuadere altrui di far fuori qualcuno. Sono gli utilissimi “non-persuasori occulti”.
Ottima poi la varietà mistici kenotici, alla san Juan de la Cruz. Dove quest’ultimo svuotava tutto se stesso per far posto alla divinità, loro si svuotano soltanto il cervello, per accogliere il politically correct.
Ce ne sono del tipo “non è vero, ma forse ci credo”, semifulminati sulla via di Damasco ma senza sale (il sale della fede); scrivono ad es., con suffisance, una vita di Gesù.
Ancora, quelli che minacciano: “se succede questo e quest’altro, me ne vado all’estero”, à la Sartre, ma poi non ci vanno, suscitando delusioni filistee.

Moltissimi di loro, fino all’ottobre ’89 del secolo scorso, asserivano schiattosi di essere i soli in grado di sapere come avanza la Storia con la maiuscola; ma poi, craniolesi dai frammenti del famoso muro, ora ti chiedono come in sogno: “Sinistra?… Ma che diavolo è? Noi ci occupiamo dei diritti del terzo sesso, altro che storie!” Quelli che, dopo aver coltivato in gioventù l’arte di “menare la bottiglia incendiaria”, ora ti informano con sussiego: “un giorno o l’altro vi spieghero’ cos’è il liberalismo”, suscitando con cio’ ilarità, ma anche qualche apprensione (aiuto, altri corsi preuniversitari di “bottiglia incendiaria”, per caso…?)

Quelli che, con lo stile moscio del vero intellettuale, ti fanno sapere che occorrer smetterla con la cultura dei parrucconi, Spinoza Kant Hegel e fessi di contorno; “ora la cultura te la faccio io con un paio di festival del cinema boscimano e del cortometraggio neocaledoniano, etc.!”
Quelli “politically correct, e poche chiacchiere!” etc., anche noti come: “penso quello che pensi tu, e tutt’e due non pensiamo, come tutti gli altri”.
Coloro che implorano: “Dimmi qualcosa di sinistra!”, che sarebbe bene accontentare subito, come fece il Mosè cubista con lo scultore cubista: “Parla! – Ma va” a morí ammazzato!”.

I direttori e vicedirettori di quotidiani illustri, che per tema di sgarrare pensano quello che è stato scritto sui loro stessi giornali il giorno prima. Sono la varietà “pensatore onanista”.
C’è persino la varietà macho, ai quali “penzola una chiara erezione non voluta” (sic). Notate la finezza semantica, icastica, dell’aggettivo chiara.

Commentatori politici: gli esperti del metodo adelante a sinistra si’, ma con juicio, non si sa mai. (E’ la varietà “la prudenza non è mai troppa”).
E come se non bastasse, ecco anche la variopinta schiera di coloro che essi medesimi denominano i “compagni di strada” e i “fessi utili”: insomma, veramente il meglio del meglio. Tra questi ultimi, ci sono i rivoluzionari arrabbiati ma anemico-agonici, che impazziscono per classici del linguaggio quali il signor “Nonèvèro” e il signor “èvèro”.

N.B. – Come è evidente, siamo di fronte ad un processo di “spiritualizzazione della pasta e fagioli”. Interessantissimo processo. Infatti anche primeggiare nella stima dei confratelli, pontificare nei salotti buoni, suscitare soggezione quando si transita tra Università, Tribunali e Redazioni… Tutto cio’ è ancora e sempre “pasta e fagioli” ma, diremo: “pasta e fagioli spirituale”.

Tenete bene a mente questo nuovo concetto. Esso indica una specie nuova: l’intellettuale organico della società affluente. Oggi si sa bene che “non si vive di solo pane”, e poi si è scoperta l’esistenza del “pane dell’anima”.

Leonardo Cammarano, 30 marzo 2011

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