LE BALLE DI TRAVAGLIO — di Paolo Visnoviz

4 novembre 2011
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Ieri c’è stato l’esordio di San­toro con il suo “Ser­vi­zio Pub­blico”. La pun­tata, inti­to­lata “Azze­rare la casta”, si è svolta a senso unico, senza con­trad­dit­to­rio a parte Franco Bechis, gior­na­li­sta di Libero il quale ha avuto pochis­simo spa­zio. Ma era stato invi­tato solo per far da para­vento alla nar­ra­zione faziosa che da sem­pre con­trad­di­stin­gue tutte le pro­du­zioni santoriane.

Per carità, va benis­simo, fuori dal ser­vi­zio pub­blico, quello vero, può fare e dire quello che vuole. Affari suoi. C’erano Vauro (irri­le­vante), Della Valle (inin­fluente), Lui­sella Costa­ma­gna (trom­bata da Otto e ½, ma non da Telese), Paolo Mieli (ver­sione tali­ban) e De Magi­stris (vero eroe della pun­tata). C’erano i soliti servizi-verità, prin­ci­pal­mente uno spez­za­tino di una inter­vi­sta a Lavi­tola e varie inter­cet­ta­zioni tra lo stesso e il Pre­mier, reci­tate con enfasi da foto­ro­manzo. Fan­ta­stico ed esi­la­rante il son­dag­gio su Face­book gestito da Giu­lia Inno­cenzi che per­met­teva di sce­gliere tra: “Il governo agi­sca o se ne vada” oppure “Il Governo se ne vada e basta”. Per la cro­naca hanno votato in 50mila, con il 99% a favore della seconda opzione.

Eppoi c’era Tra­va­glio. Una cer­tezza, per­ché non c’è suo pisto­lotto che non sia una ciclo­pica balla. Ecco l’ultima:

Tra­va­glio: «La balla della set­ti­mana è una balla piut­to­sto grossa. Tg5 31 otto­bre “pole­mi­che dopo l’intervento del pm anti­ma­fia Ingroia che al con­gresso comu­ni­sta di Rimini si è defi­nito par­ti­giano” quarto titolo del tele­gior­nale, più impor­tante delle con­danne Uni­pol e dell’alluvione in Ligu­ria. Il Gior­nale 1° novem­bre, 2° titolo, prima pagina: “que­sto pm con­fessa sono un par­ti­giano Ingroia si dichiara comu­ni­sta” Sal­lu­sti gli attri­bui­sce que­sta frase: “Un magi­strato deve essere impar­ziale, ma sa da che parte stare, io con­fermo di non sen­tirmi del tutto impar­ziale, anzi mi sento par­ti­giano.” Parole ter­ri­bili — scrive Sal­lu­sti – andrebbe allon­ta­nato subito dalla magi­stra­tura. Libero: “L’Ingroia par­ti­giano non può fare il giu­dice”. Ma dav­vero Ingroia ha detto che come magi­strato non si sente impar­ziale, ma anzi par­ti­giano del Pdci e quindi comu­ni­sta? Ecco le sue parole esatte: “Un magi­strato deve essere impar­ziale quando eser­cita le sue fun­zioni, ma fra chi difende la Costi­tu­zione, su cui ho giu­rato, e chi cerca di vio­larla io so da che parte stare: mi sento un par­ti­giano della costi­tu­zione.” E cam­bia un po’, eh?»

Ce lo chie­diamo anche noi: “Ma cos’ha detto vera­mente Ingroia?” E andiamo a veri­fi­care: «Mi diranno che un magi­strato deve essere impar­ziale e io sono d’accordo. Un magi­strato deve essere impar­ziale, quando eser­cita le fun­zioni, e non sem­pre pur­troppo avviene con alcuni magi­strati e con un certa magi­stra­tura abi­tuata a fre­quen­tare certi salotti e poi a dimo­strarsi forte con i deboli e debole con i forti. (applausi) Quel tipo di magi­stra­tura a me non piace, non piac­ciono i salotti dei potenti e le stanze del potere, non mi piace fre­quen­tarli. Sono orgo­glioso di essere fuori da certi giri, da certe con­ven­ti­cole. Però lo con­fesso: non mi sento del tutto impar­ziale. Anzi, di più: mi sento par­ti­giano (applauso) e nel senso (gli applausi con­ti­nuano) e nel senso più nobile del ter­mine. Par­ti­giano innanzi tutto. Mi ha fatto pia­cere sen­tire poc’anzi l’intervento del vice­se­gre­ta­rio dell’Anpi per­ché sono socio ono­ra­rio dell’Anpi e sono ono­rato di essere stato scelto per rap­pre­sen­tare la parte migliore del Paese: i par­ti­giani che hanno lot­tato per un’Italia migliore, molti dei quali sono caduti ma ci hanno dato que­sta Costi­tu­zione. Sono quindi par­ti­giano per­ché sono un par­ti­giano della Costi­tu­zione. In que­sto non sono impar­ziale: tra chi difende la Costi­tu­zione e chi la offende quo­ti­dia­na­mente so da che parte stare. Tra chi difende il prin­ci­pio di egua­glianza e chi cerca di intro­durre quo­ti­dia­na­mente nuovi pri­vi­legi e impu­nità so da che parte stare. Fra chi difende l’autonomia e indi­pen­denza della magi­stra­tura e vuole più giu­sti­zia per i cit­ta­dini e chi invece sta distrug­gendo il senso di giu­sti­zia dei cit­ta­dini con leggi come quelle sulla pre­scri­zione breve e il pro­cesso lungo so da che parte stare. Tra chi difende il diritto al lavoro e allo stu­dio e chi lo nega quo­ti­dia­na­mente con con­tro­ri­forme della scuola e del lavoro so da che parte stare. Da magi­strato demo­cra­tico sto dalla parte della Costituzione.»

Que­sto il testo let­te­rale pro­nun­ciato da Ingroia. Un discorso poli­tico vero e pro­prio, un comi­zio, e hanno ragione Sal­lu­sti e Libero: andrebbe allon­ta­nato subito dalla magi­stra­tura. Per­ché quando Ingroia gesti­sce un pen­tito come Cian­ci­mino sa benis­simo da che parte stare: sul fronte della lotta poli­tica e non su quello della giustizia.

Un po’ diverso dal taglia-incolla di Tra­va­glio, vero? Ma di che ci stu­piamo? Sulle misti­fi­ca­zioni Tra­va­glio ha costruito la sua for­tuna, model­lando i fatti a suo uso e con­sumo. Que­sto è solo l’ultimo di una lunga serie.

Qui il video del pisto­lotto di Tra­va­glio e del comi­zio di Ingroia (non sia mai aves­simo sba­gliato a tra­scri­vere una virgola):

Paolo Visno­viz, 4 nove­bre 2011
Zona di fron­tiera (Face­book) — zonadifrontiera.org (Sito Web)

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